La Fòcara di Novoli. Una notte all'ombra del falò più grande del Mediterraneo

"Salsicce fegatini/ viscere alla brace/ e fiaccole danzanti/ lamelle dondolanti/ sul dorso della chiesa fiammeggiante/ Vino, bancarelle/ terra arsa e rossa/ terra di sud, terra di sud/ terra di confine/ terra di dove finisce la terra": così canta Vinicio Capossela nel suo Ballo di San Vito e l'atmosfera che ci restituisce è molto simile a quella che si può vivere a Novoli nei giorni della Fòcara, una festa che negli anni è diventata sempre più imponente, richiamando visitatori da tutta la Puglia e oltre. 

 

Una semplice festa patronale in onore di Sant'Antonio, protettore della città? Decisamente no, perché la Fòcara è molto di più: è un evento culturale e simbolico di enorme portata, un rinsaldarsi delle tradizioni intorno a quello che, con i suoi 20 metri di altezza e 25 di diametro, è il falò più grande dell'intero bacino del Mediterraneo. I giorni centrali della festa si vivono il 16 e 17 gennaio, con l'accensione del gigantesco falò, ma la preparazione di questo evento inizia molto prima ed è una preparazione religiosa e pagana che coinvolge tutta la comunità. Se per i fedeli il novenario inizia il 7 gennaio, i volontari impegnati nella costruzione del falò devono mettersi all'opera anche prima, già dall'inizio di dicembre, quando comincia la raccolta dei tralci di vite, della legna secca e delle fascine che andranno a comporre la Fòcara. L'inizio della raccolta della legna ha una sua data simbolica nell'11 dicembre, giorno della festa della vite del Parco del Negroamaro, una festa che si svolge sempre a Novoli e che sancisce l'inizio dei lavori per la Fòcara, con la benedizione delle prime fascine. E di fascine per costruire il falò  ce ne vogliono davvero tante, qualcosa come 90.000, sapientemente disposte l’una sopra l’altra dai mastri pignunai, custodi delle tecniche e degli affascinanti segreti del raccolto.

C’è da dire che se originariamente la Fòcara di Novoli veniva costruita con una forma semplice (in genere sempre un cono), col passare degli anni e arrivando fino ai giorni nostri la creatività degli architetti popolari si è sbizzarrita, facendo nascere fòcare di diverse forme, con strutture spesso complesse, da costruire: così si sono viste, ad esempio, fòcare piramidali e altre a torta (cioè formate dalla sovrapposizione di più strati concentrici), fino addirittura alle fòcare “attraversabili”, dotate di un tunnel centrale al cui interno – nel giorno della processione – viene fatta passare la statua di Sant’Antonio.

La festa del fuoco più spettacolare del Sud Italia

La Fòcara di Novoli è l’esempio più spettacolare delle tante feste del fuoco che nello stesso periodo si celebrano in diversi Comuni del Salento (basti pensare, ad esempio, alla festa delle panare a Spongano, il 22 dicembre), eventi che affondano le loro origini nei riti del raccolto tipici della civiltà contadina  e che col passare del tempo hanno sovrapposto a queste radici pagane ( oggi quasi dimenticate  e in qualche caso negate) una connotazione religiosa e cristiana. Al di là della devozione al santo, il senso più antico di queste feste è da rintracciare nel desiderio di propiziarsi la Natura e la madre Terra con la speranza di avere un buon raccolto, e di celebrare l’elemento del fuoco come simbolo di rinnovamento, di energia e di vita.

Quando la sera del 16 gennaio la Fòcara viene finalmente accesa, la legna continua ad ardere per tutta la notte, spargendo nell’aria milioni di scintille luminose, in uno spettacolo che ripaga tutta la fatica di chi – ci raccontano – lavora giorno e notte, sfidando anche la pioggia e il gelo per raccogliere le fascine, per farcela in tempo e portare a termine l’impresa. E’ un fuoco, questo, che racconta il calore e la passione delle tradizioni popolari. Un fuoco circondato dal fumo della carne alla brace, dalla musica popolare, dalla folla che balla al suono della pizzica, e non solo di quella. Negli anni, l’evento della Fòcara si è trasformato in un festival culturale che ha visto arrivare in questo piccolo centro del Salento personaggi di primo piano della scena musicale e culturale italiana: nel concertone di quest’anno – solo per fare due nomi – sono attesi Vinicio Capossela ed Eugenio Bennato, rappresentanti di quel lavoro di ricerca e contaminazione fra i vari suoni del mondo che il Fòcara Festival si propone di portare avanti. Inoltre, nei giorni e nelle settimane precedenti l’accensione del falò tanti saranno gli eventi collaterali che faranno da cornice al festival: ci saranno ad esempio lo scrittore premio Strega 205 Nicola Lagioia, a raccontare di libri che hanno al centro l’elemento del fuoco; ma anche il giornalista e scrittore Pietrangelo Buttafuoco, o il conduttore televisivo Paolo Del Debbio.

In Salento il fuoco della tradizione scalda l’inverno… un ottimo motivo per regalarsi una vacanza all’insegna del calore della cultura popolare.

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